
Lo scorso 17 febbraio, ha avuto inizio il mese di ramadan.
Il servizio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, oltre a rivolgere un pensiero orante al Signore Gesù per i milioni di musulmani che iniziano questo particolare tempo di preghiera e disciplina, ha organizzato una video conferenza per scoprire insieme di che si tratta. Ci guiderà suor Celia Baez, missionaria della Consolata e islamologa.
L’incontro non è dedicato a specialisti, ma a tutti coloro che avvertono l’importanza e la bellezza di guardare con interesse alla vita spirituale e religiosa di altri popoli e di tante persone di altra fede che sono parte integrante del nostro stesso tessuto sociale.
Il collegamento sarà mercoledì 4 marzo alle ore 21.00. La presentazione, insieme a una prima parte di “question time”, durerà 30 minuti, al termine dei quali chi desidera potrà trattenersi ancora un po’ per dialogare con suor Celia.
Useremo la piattaforma Microsoft Teams, che può essere scaricata sul proprio computer o smartphone su Google Play o dal sito internet di Microsoft:“Che cos’è il Ramadan” – Presentazione & Question Time
mercoledì 4 marzo 2026, 21:00 – 21:40
Per collegarti clicca qui: https://teams.live.com/meet/9356746034062?p=SNeLO0YnB3PbcM8F17
Per info: ecumenismo@diocesisenigallia.it oppure don Andrea cell. 3382618991
Chi è suor Celia Baez, ismc
Sono Suor Celia Cristina Baez, nata in Argentina. La mia formazione è avvenuta in paesi con lingue e culture diverse: a Roma, in Kenya e in Egitto. In questi paesi ho imparato l’inglese, il francese, l’italiano e un po’ di arabo. Ho studiato islamistica in Kenya, al Pontificio Istituto di Studi Arabi e Islamici in Roma e in Egitto con un baccalaureato in Arabic Studies. Inoltre ho arricchito il mio bagaglio con una licenza in missiologia e, attualmente, un dottorato al PISAI approfondendo la figura di Gesù Cristo nell’Islam. L’esperienza pratica, invece, l’ho ricevuta dal Djibouti, un paese interamente musulmano, dove ho trascorso vari anni come missionaria, anzitutto in un centro governativo dove ho appreso come donne e ragazze vivono la sottomissione. La loro vita quotidiana mi ha fatto percepire come sia vivo in loro lo sguardo misericordioso del Creatore e del Maestro di tutte le cose.
Successivamente sono stata trasferita al sud di Djibouti, nel deserto, dove ho avuta possibilità di incontrare intere famiglie nomadi e ho capito cosa significa dialogare con persone di fede totalmente diverse dalla mia. Vivendo fra loro mi sono sentita profondamente interpellata da quegli uomini e quelle donne sulla mia fede cristiana. Alcuni di loro mi hanno chiesto: “È sufficiente per voi cristiani pregare una volta a settimana, la domenica? Perché non puoi venire a pregare con noi? Perché usi la parola di Gesù più di quella di Dio (Allah)? Gesù è solo un profeta e un messaggero”. Mi sono sentita sfidata a impegnarmi di più nel conoscere l’Islam. Ritengo che la strada principale per musulmani e cristiani sia di promuovere un dialogo vero che favorisca il rispetto, la pace e la vera libertà religiosa, imparando a camminare insieme, convinti che il futuro di tutti dipende dall’esito dell’incontro.
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Diocesi di Senigallia – Servizio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso
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