L’Azione Cattolica Diocesana di Senigallia, il Centro Culturale “Simona Romagnoli” di Ostra e la Comunità “Senigallia 2” del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani hanno organizzato, in collaborazione con l’ufficio per la pastorale della cultura della Diocesi, la presentazione in città de:

«Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza»

(Fazi Editore, 2025)

«Siamo ancora qui. Il genocidio raccontato dagli studenti di Gaza»

(Edizioni Q, 2026)

Nei due libri i curatori Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti hanno dato voce ad alcuni giovani poeti e studenti gazawi, i quali raccontano i propri vissuti nella Striscia dopo le atrocità terroristiche del 7 ottobre 2023. Le loro poesie e testimonianze in prosa nascono come risposta alla necessità di non smarrire la propria umanità e riannodare un dialogo veritiero con il mondo, mentre la loro patria è assediata e accerchiata militarmente nella generale immobilità internazionale.

Per presentare le due raccolte, interverranno uno o più curatori. A Senigallia l’appuntamento sarà venerdì 23 ottobre alle ore 21 presso Palazzetto Baviera.

Si precisa che i volumi trattano di «resistenza», ma non di guerriglia. Quest’ultima è raramente menzionata, senza essere in alcun modo indicata come risposta alla drammatica condizione palestinese. La «resistenza» di questi testi è culturale e artistica: essa cerca di contrastare, attraverso la parola, la barbarie della guerra in atto e il suo potenziale disumanizzante, dovuto a una violenza pianificata, organizzata ed equipaggiata su larga scala. Una «resistenza», dunque, non ingaggiata sul piano militare né rivolta contro qualcun altro.

Il senso dell’evento è, pertanto, quello di dare voce a chi – nei principali scenari della geopolitica e dell’informazione globale – non ha voce, mentre è il protagonista di un’esperienza che – se ascoltata – ha la capacità di trascendere il piano dell’opinione e dell’ideologia, offrendoci un più autentico senso di realtà: quello che proviene dal riconoscere l’altro come persona, con una storia che potrebbe essere la nostra, delle emozioni e delle domande non assurde e non eludibili, bensì degne di poesia e di racconto, di ascolto e di memoria, di coinvolgimento e sollecitudine.

A tali vissuti umani, inestimabilmente preziosi in quanto affiorati dalla devastazione e dal sangue di un’intera popolazione, gli organizzatori vorrebbero dare la centralità e il risalto che meritano, affermandone la priorità su qualsiasi altro tipo di idea, valutazione e calcolo politico.

«La pace è conquista, cammino, impegno. Ma la pace è soprattutto dono che viene dall’alto. Con tanto di marchio di fabbrica: “Made in cielo”. Qual è allora il ruolo degli operatori di pace? Quello di non respingere il dono al mittente» (don Tonino Bello).