IL LAVORO E L’EDIFICAZIONE DELLA PACE

Insieme al nostro vescovo Franco, in occasione del 1° maggio,  festa dei lavoratori e di San Giuseppe lavoratore, siamo invitati a pregare per il nostro lavoro con una adorazione eucaristica guidata  mercoledì 29 aprile alle ore 21 presso al Chiesa della parrocchia della Cesanella, dedicata proprio a San Giuseppe lavoratore.
In un tempo in cui la violenza, la prevaricazione, il non rispetto delle regole e delle istituzioni internazionali riscopriamo che  il nostro lavoro ha una vocazione alla pace: pace perché crea dialogo, pace perché creiamo servizi e prodotti che generano biodiversità e generatività.

Dal messaggio dei vescovi per la festa dei lavoratori del 1° maggio 2026

In un tempo come il nostro caratterizzato dal crescente incalzare di conflitti bellici, siamo chiamati a interrogarci sulla ricaduta sul lavoro e sulle condizioni inedite in cui l’attività umana oggi si trova. L’essenza del lavoro umano è quella di un’azione collettiva generativa. In una fabbrica, in un ufficio, in agricoltura, ogni giorno le persone si coordinano e cooperano per azioni che contribuiscono a creare comunità, per accrescere con nuovi prodotti e servizi la biodiversità civile ed economica della Terra. Le persone, autentico soggetto del lavoro, attraverso le loro attività dialogano tra di loro, mettono a disposizione saperi e competenze anche senza conoscersi, costruiscono il futuro del loro Paese e dell’umanità. È una forma di amore civileIl lavoro è la grammatica della società, è il grande codice che fa comunicare anche senza conoscersi di persona. …

… Il lavoro non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace, la sua natura profonda di relazione buona tra gli uomini e con la natura. A volte la neghiamo, non la riconosciamo, e trasformiamo «gli aratri in lance». Ma il lavoro continua a chiamarci alla pace: ci ricorda che la guerra è il grande inganno.

Diocesi di Senigallia, Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e salvaguardia del creato.