VI Domenica di Pasqua (10 Maggio 2026)

Il Vangelo dii questa domenica (Gv 14,15-21) presenta due temi tra loro intrecciati: l’amore del discepolo per Gesù che si esprime nell’osservare i suoi comandamenti (vv 15.21) e  lo Spirito Santo (il “Paraclito”), donato dal Padre ai discepoli su richiesta di Gesù (vv 16-17).

Il tema dell’amore-obbedienza del discepolo («Se mi amate, osserverete i miei comandamenti…Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama»).

Nella vita dei cristiani si dà uno stretto legame tra amore per il Signore e obbedienza ai suoi comandamenti: l’amore per Gesù ha il suo criterio verificatore nell’osservare i suoi comandamenti, nel dare ascolto alla sua parola e l’obbedienza ha nell’amore per il Signore il suo fondamento, la ragione che la giustifica e l’ispira.

Il tema dello Spirito Santo. Lo Spirito è indicato con due nomi: “Paraclito” e “Spirito della verità”; è presentata anche la sua azione: resta con i discepoli. “Paraclito”: lo Spirito Santo è colui che viene chiamato presso qualcuno, è avvocato difensore, testimone a favore.

Lo Spirito della verità. Nel IV vangelo Gesù è la verità. Parlare dello “Spirito della verità” significa dire che è lo Spirito di Gesù, che non ha altra verità da comunicare se non Gesù. Lo Spirito conduce alla verità perché ridice continuamente Gesù nella storia degli uomini, al nostro cuore.

Lo Spirito Santo resta con i discepoli di Gesù. La presenza dello Spirito nella nostra vita è una presenza stabile, non passeggera (“per sempre”). Lo Spirito ci  “insegna” la verità di Gesù, insegna Gesù come verità. Questa verità di Gesù, che è Gesù, lo Spirito l’insegna guidandoci in essa progressivamente, facendoci dimorare in essa, perché la riconosciamo come la parola buona e promettente offerta alla nostra libertà, perché decida di se stessa a partire da essa; al nostro cuore, perché si lasci attrarre da essa; alla nostra intelligenza, perché impari a guardare, considerare le cose, le persone, la vita a partire da essa.

C’insegna a stare in questa verità, perché solo così siamo in grado di conoscerla, di apprezzarla e di sceglierla. La verità che è Gesù la si conosce e la si comprende solo così, scegliendola, dimorando in essa, accogliendola nel nostro cuore e obbedendo a essa nella nostra vita.

Lo Spirito Paraclito, “difende” la verità di Gesù dalla contestazione che proviene dal “mondo”, chiuso a tale verità; difende la verità di Gesù da quel “mondo” che è dentro di noi e che è costituito dai nostri punti di vista, diversi da quelli di Gesù, da un esercizio della libertà che non si lascia guidare dal Signore, dalla sua parola (“i suoi comandamenti”).

Inoltre accompagna i discepoli di Gesù nel “rispondere sempre a chiunque domandi ragione della speranza che è in loro”, quella speranza che riconosce il proprio fondamento in Gesù, nei suoi comandamenti, suggerendo uno stile testimoniale che non viene meno alle esigenze della verità (“con retta coscienza” raccomanda l’apostolo Pietro nella seconda lettura della Messa,1Pt,3,15-16) e che fa proprio l’atteggiamento di Gesù anche di fronte alle contestazioni più violente e alle chiusure più ermetiche (“con dolcezza e rispetto”).