Gesù Cristo non è semplicemente un maestro che insegna una dottrina sapiente, che indica un “posto” soddisfacente per l’esistenza attuale, ma è colui che “mi prepara un posto” presso Dio Padre, presso Colui che è l’amore più forte della morte, Colui che garantisce la vita ai suoi figli. Non si presenta a me semplicemente come colui che conosce la strada e me la indica, ma come la strada stessa – “la via” – verso quella verità e quella vita, a cui vuole condurmi. Per questo Gesù è colui che può rispondere in modo esauriente a quel bisogno di verità e di vita, che in tanti modi, avverto ogni giorno, perché non solo è la verità e la vita, ma anche la strada per giungervi.
L’affermazione di Gesù giustifica il suo invito a non diventare prigioniero della paura, spiega la sua richiesta ad aver fede in lui, a fare affidamento, a contare su di lui, a non cercare altrove, presso altre persone, in altre cose, la verità che rende vivibile la mia esistenza e abitabile il mio futuro.
Gesù mi indica l’unica via per “vedere”, incontrare Dio e riconoscerlo come Padre affidabile: guardare lui, la sua vicenda storica. Un guardare istruito dalla fede, che riconosce in Gesù di Nazaret, la presenza singolare di Dio; riconosce nelle sue parole e nelle sue opere le parole e le opere di Dio. Si tratta di un guardare, non affrettato, superficiale, ma di un restare con lo sguardo rivolto, con uno sguardo che osserva per cogliere in profondità e che coglie proprio perché sta, non ha fretta di andare altrove, di guardare altro, di ascoltare altre parole e di vedere altre opere. La fede in Gesù mi offre la possibilità di compiere con la mia vita l’opera grande della testimonianza di quell’amore con cui Dio si prende cura degli uomini.
Sono disposto a riconoscere che Gesù Cristo mi vuole condurre verso la vita? Sto vivendo determinato dal fatto che solo Gesù Cristo è la via, la verità e la vita per la mia esistenza?



