Pentecoste (24 Maggio 2026)

Due le richieste che abbiamo rivolto al Padre nella preghiera della Coletta:  «Diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo e continua ancora oggi nella comunità dei credenti i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del vangelo». Ci chiediamo quali sono questi prodigi e come la comunità dei credenti (la Chiesa) ne può beneficiare ancora oggi.

A parlarci di questi prodigi sono i tre stesi della parola di Dio appena proclamati. In essi possiamo scoprire un “filo rosso” che li tiene uniti, senza cancellare la loro particolarità: il Signore rende possibile, mediante lo Spirito Santo quanto a noi risulta difficile, a volte impossibile, realizzare.

Il testo degli Atti degli Apostoli (2,1-11) racconta che, grazie allo Spirto Santo sceso su di loro, gli Apostoli “raccontano le grandi opere di Dio” ai “Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo” che abitavano a Gerusalemme e questi comprendono il loro racconto («la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua»). Quella degli Apostoli è una parola rivolta a tutti, una parola universale, che tutti possono comprendere.