Funerale di Padre Giuliano Maria Grassi (Servi di Maria) (8 Luglio 2025)

La tenda e la casa. Della prima ci parla l’apostolo Paolo nella seconda Lettera ai cristiani di Corinto (2Cor 5,1.6-10), della seconda ce ne parla Gesù nel vangelo di Giovanni (Gv 14,1-6). Sia la tenda che la casa rappresentano importanti e decisivi luoghi della nostra esistenza, luoghi che danno sicurezza, protezione, luoghi ospitali, dove ci si prende  (o si dovrebbe) cura a vicenda. Sono i primi luoghi dove siamo stati accolti e accuditi, quando siamo venuti al mondo.

La tenda e la casa presentano tratti particolari, diversi, che le distinguono. Se la prima – la tenda – sembra dire precarietà, mobilità, non definitività, la seconda – la casa – sembra garantire maggiore sicurezza, stabilità e , in un certo senso, anche definitività.

L’apostolo Paolo nel suo scritto ha paragonato la nostra esistenza sulla terra alla tenda, che a un certo punto viene smontata (“distrutta”), avvertendoci però, nello stesso tempo, che noi non restiamo senza una abitazione, perché qualcuno – Dio – ce ne dona una, non più precaria come può essere una tenda “costruita dalle nostre mani” (la vita), ma definitiva, stabile (“eterna, nei cieli”).

Gesù nel vangelo ci delle informazioni preziose su questa abitazione: si tratta della “casa del Padre suo”, ampia, ospitale, nella quale “ci sono molte dimore” dove c’è un posto per ciascuno di noi, preparato addirittura da lui e dove siamo attesi (“vi prenderò con me”, ci assicura il Signore)

Con le sue parole Gesù non ha voluto rassicurare solo i discepoli turbati perché lo stavano perdendo definitivamente (“non sia turbato il vostro cuore…”), ma vuole rassicurare anche noi che “gemiamo e desideriamo rivestirci della nostra abitazione celeste” (che desideriamo una dimora stabile, sicura, definitiva, come è quella del Padre suo).

La casa del Padre dove siamo attesi non è collocata in qualche luogo dell’universo, perché rappresenta il suo amore tenace e fedele per tutti, quell’amore del quale Gesù, Figlio beneficia da sempre e che lo desidera anche per noi.

La tenda e la casa ci parlano della lunga, generosa e vita di padre Giuliano. La tenda ci rimanda alla sua passione di educatore per gli Scout, con i quali ha condiviso per molti anni un’azione impegnativa e importante del loro cammino: costruire una tenda sicura e accogliente. Padre Giuliano li ha accompagnati non solo nel costruire questa tenda durante le loro uscite (le loro rute), ma anche nel costruire la “tenda” della loro vita, sul terreno sicuro e con i solidi paletti dell’amore del Padre di Gesù, dell’amicizia con Gesù e del servizio generoso.

Anche la casa ci parla di padre Giuliano, anzitutto di quella casa che lui ha scelto per sé, ha deciso di abitare durante la sua lunga esistenza, la casa dell’amore di Dio Padre, a cui ha corrisposto con l’adesione a una forma di vita, quella della consacrazione religiosa nella famiglia dei “Servi di Maria”, che dice il desiderio di continuare a cercare Dio con gli occhi della fede e di riproporre con la propria esistenza la vita di Gesù, rivelazione credibile e affidabile di un Dio che ama tutti indistintamente come suoi figli e figlie.

La casa ci parla anche dell’azione di padre Giuliano, pastore attento, generoso e intelligente nel rispondere alle persone in difficoltà che ha incontrato nella sua vita, persone con un’esistenza precaria, prive di un’abitazione dignitosa, fino ad offrire ad alcuni di loro spazi accoglienti come sono quelli di una casa.

Padre Giuliano, la Chiesa di Senigallia, ti esprime la propria gratitudine per il tuo lungo e appassionato servizio nella comunità di S. Martino. Ora che ti sei “accasato” definitivamente nella casa del Padre e occupi quel posto che Gesù risorto ha preparato per te, accanto a lui, continua ad accompagnare noi che ancora siamo in cammino, che ancora abitiamo nella tenda della vita che le nostre mani cercano di rendere ogni giorno luogo ospitale, rassicurante, perché la nostra vita sia casa ospitale non solo per noi, ma anche e soprattutto per chi in tanti modi resta senza la “casa” accogliente dell’amore, della solidarietà, della giustizia e della pace. Amen