TRACCIA DI RIFLESSIONE-VERIFICA
AD USO DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
IN PREPARAZIONE ALLA VISITA PASTORALE
La Visita pastorale deve essere occasione per fare una riflessione ed una verifica sullo stato di salute delle nostre comunità parrocchiali. Questo non deve però generare insoddisfazione ed una serie di lamentazioni, perché la verifica serve per costruire insieme. Per questo non ci si dovrà soffermare tanto sulle cose che non vanno, quanto sui doni di Dio e sulle potenzialità da sviluppare.
E’ importante che la verifica sia preparata. Per questo prima di convocare il Consiglio Pastorale Parrocchiale è utile che un gruppo ristretto di persone, insieme con i sacerdoti, si ritrovi e faccia una prima verifica; metta per iscritto il frutto della riunione e lo mandi a tutti i membri del Consiglio Pastorale che così arriveranno all’incontro maggiormente preparati.
Tante sono le modalità di verifica per la vita di una comunità parrocchiale. Quella che segue non è una verifica esaustiva ma una proposta che vuole solamente dare il "la" alla fantasia di ogni comunità. Si snoda attraverso tre semplici passaggi: riconoscere i doni di Dio; evidenziale le carenze; intravedere il futuro. Per questi ultimi due passi ci lasciamo aiutare dal documento "Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia", Orientamenti pastorali dell’episcopato italiano per il primo decennio del 2000.
1. Per prima cosa riconosciamo i doni di Dio, le potenzialità le conquiste della comunità parrocchiale. Che cosa soprattutto ci ha aiutato in questi anni a camminare e crescere nell’amore del Padre, nella grazia del Cristo e nella comunione dello Spirito santo? Che cosa resta vivo e vivificante degli anni di strada percorsa insieme? Che cosa lo Spirito ha detto alla nostra comunità parrocchiale?
2. Poi evidenziamo le carenze. Quali sono state le difficoltà che la parrocchia ha vissuto e sta vivendo? Quali gli aspetti che la pastorale parrocchiale non riesce ad affontare adeguatamente?
3. Infine intravediamo il futuro. Quali passi è possibile e realistico fare da parte della nostra comunità parrocchiale per essere sempre più come Dio la vuole?
Per approfondire i punti 2. e 3.
L’episcopato italiano negli Orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000 suggerisce una duplice attenzione: alla "comunità eucaristica" cioè coloro che si riuniscono con assiduità all’eucaristia domenicale e a tutti coloro che, pur avendo ricevuto il battesimo hanno rapporti sporadici con la comunità ecclesiale.
a. La "comunità eucaristica"
Quali tempi e quali spazi si dedicano all’incontro con il Signore?
- L’eucaristia domenicale è realmente al centro della comunità? Come viene vissuta? E la celebrazione eucaristica quotidiana?
- Come viene vissuto l’anno liturgico?
- Quale posto ha la Parola di Dio e lectio divina?
Verso una fede adulta
- Come viene vissuta la catechesi? Riesce a fare unità tra fede e vita?
- I fedeli si formano cristianamente? Quali cammini formativi vengono loro offerti? Crescono per saper essere significativi nei loro ambienti di vita? Sono attivi nel luogo in cui vivono?
- Qual è il ruolo dei laici nella comunità cristiana?
- Come vivono il rapporto con la parrocchia i gruppi, le associazioni, i movimenti?
- Come vengono vissute le "devozioni popolari"?
- Si compiono dei passi verso sinergie autentiche tra più parrocchie in vista delle unità pastorali?
Due priorità
- Giovani: quali attenzioni?
- Famiglia: quali attenzioni?
b. Rinnovata attenzione per tutti i battezzati
La prima testimonianza è la comunione
- In parrocchia si vive la comunione?
- A che punto è la Missione popolare?
- Come si rinvigorisce il fragile rapporto di alcuni con la Chiesa? Ci sono forme di primo annuncio? Come si valorizzano i momenti in cui le parrocchie incontrano occasionalmente chi non partecipa alla vita parrocchiale?
Rapporti con le persone
- I bambini molte volte incontrano la parrocchia senza alcuna educazione religiosa precedente: com’è la catechesi per i fanciulli?
- Quali rapporti ha la parrocchia con la società multietnica e multireligiosa?
- Esiste una pastorale d’ambiente (mondo del lavoro, scuola, sport…)?
- Come la parrocchia si fa vicina alle situazioni di frontiera: malati e sofferenti, poveri, immigrati, persone che faticano a trovare ragioni per vivere, famiglie in crisi…?
- E’ l’ora di una nuova "fantasia della carità". Come viene aiutate la comunità parrocchiale a crescere nella carità? Qual è il ruolo della Caritas parrocchiale?
- Qual è il ruolo dell’Azione Cattolica (gli Orientamenti chiedono all’Ac un’esemplarità formativa e un impegno che contribuisca a rinvigorire il dialogo e la condivisione della speranza evangelica in tutti gli ambienti della vita quotidiana)?