Tra i collaboratori che il Signore sceglie e chiama vi sono anche i
diaconi.
Il diacono viene scelto per essere di aiuto al vescovo e ai presbiteri nel ministero della parola, dell’altare e della carità. Il compito proprio del diacono è quello di servire, offrendo così a tutta la comunità un’immagine
1.
La liturgia, che fa da cornice all’ordinazione diaconale del nostro
amico e fratello Andrea, ci invita a guardare in alto, nel punto più accecante
della luce, nel mistero più profondo della nostra fede. Non facciamo memoria di
un evento, ma del mistero che è all’origine della nostra storia ed è la
meta, il traguardo del nostro pellegrinaggio terreno: la Ss. Trinità, Dio
Padre, Figlio e Spirito Santo.
Nella festa della Ss. Trinità Dio squarcia il silenzio del suo mistero e ci fa cogliere la verità sul mondo, creato, in certo modo, a sua immagine e somiglianza.
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che oggi contempliamo nella
Trinità, sono la radice, la fonte, il sostegno della comunità nata nel giorno
di Pentecoste, segno dell’unità di tutto il genere umano. La Chiesa non nasce
dal basso, per volontà degli uomini, ma dall’alto, da Dio, che è comunione
di tre persone. Esse, proviamo a balbettare, si vogliono a tal punto bene
l’una con l’altra da essere una cosa sola. Da tale comunione di amore nasce
la Chiesa e verso tale comunione essa cammina. La Trinità è origine e termine
della Chiesa.
2.
Per costruire e far crescere la Chiesa come comunione Gesù ha chiamato i
suoi discepoli ed ha dato loro l’incarico, che è stato riportato dal brano
del Vangelo: “Andate ed ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò
che vi ho comandato” (Mt viva del Signore Gesù, che è venuto in mezzo a noi
non per essere servito, ma per servire. La comunione ecclesiale non si
costruisce con il dominio, con la forza, con la ricchezza, con i grandi
discorsi, ma con la disponibilità a lavare i piedi dei fratelli, cioè con il
servizio; perché il servizio è l’espressione più genuina dell’amore: chi
ama non cerca il proprio vantaggio o interesse, ma si mette al servizio
dell’altro.
3.
Questa sera il nostro Andrea riceve il dono dello Spirito Santo. La sua
vita viene trasformata. Lo Spirito Santo è l’amore infinito di Dio e a questo
amore si risponde con il servizio. Per questo Andrea questa sera si consacra al
servizio. Il Signore si dona a lui e lui si dona al Signore, per sempre.
Come segno della sua consacrazione e dedizione egli questa sera sceglie
ufficialmente e definitivamente il celibato, la castità perfetta. Che senso ha
tutto questo? Non si tratta tanto di una rinuncia (ad una sposa, a dei figli,
alla famiglia), quanto di una scelta: si sceglie il Tutto, il Sommo Bene, e si
assume come famiglia da servire, da amare, da circondare di ogni premura e
attenzione, la Chiesa intera, la famiglia dei figli di Dio.
4. Caro Andrea, con la tua ordinazione diaconale tu ti metti al servizio
in particolare di questa Chiesa locale che è pellegrina a Senigallia. La tua
vocazione è nata nel grembo della tua famiglia e della comunità cristiana di
Brugnetto, che è un’articolazione della nostra Chiesa senigalliese. Con il
diaconato tu ti inserisci più intimamente nella vita della nostra Chiesa
locale; con il tuo ministero entra nella nostra diocesi una ventata di aria
fresca: tu fai dono alla nostra Chiesa del tuo entusiasmo giovanile, entusiasmo
che ti auguro di conservare intatto lungo tutto l’arco della tua vita.
Svolgi il tuo ministero nella gioia, soprattutto a contatto con i
giovani: aiutali a conoscere e amare il Signore; aiutali a percepire il fascino
che emana dalla sua persona e dal suo insegnamento; aiutali a cogliere la
bellezza della Chiesa, sua corpo mistico.
Conserva la gioia e la serenità anche nei momenti di prova, che
certamente non mancheranno. Anche a te capiterà di fare esperienza della croce:
è una dimensione ineludibile della vita cristiana; ma non temere. Puoi contare
su tante persone che ti vogliono bene: la tua famiglia, che ringrazio per aver
assecondato la tua vocazione; i Superiori del Seminario, a cui va la nostra
gratitudine per il sostegno che ti hanno offerto nel cammino formativo, la
comunità di Brugnetto che ti ha generato alla fede, le comunità di Monte San
Vito, Marina di Montemarciano e della Pace di Senigallia, dove hai compiuto le
tue prime esperienze pastorali. Ti è vicino il tuo Vescovo, che ti ha seguito
con affetto sin dagli anni di scuola nel Seminario Regionale, e ora ti accoglie
nel Presbiterio insieme con gli altri fratelli nel sacerdozio.