

Alcune immagini dell'inaugurazione
Tota
pulchra es, Maria! Et mácula
originális non est in te.
Con questa esclamazione innalzata dai fedeli “Tutta Bella sei, o Maria. E il peccato originale non è in te”, la Diocesi di Senigallia vuole quest’anno celebrare, in una grande mostra, la singolare bellezza della Vergine Madre a 150 anni dalla definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione di Maria.
Dottrina sostenuta sin dai primi secoli della Chiesa, fu il senigalliese Papa Pio IX a definirla solennemente l’8 dicembre 1854, all’interno della Basilica di S. Pietro in Vaticano, gremita di prelati e fedeli. “La Beatissima Vergine – sancì dogmaticamente il Beato Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus – nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio concessole da Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale”.
Una Bellezza del tutto singolare, assolutamente unica, che mediata nella sublime manifestazione dell’arte sacra, portata nel mondo dell’umano attraverso l’espressione del sensibile, la Diocesi di Senigallia ha cercato di evocare nel percorso espositivo allestito presso le ampie Sale della Pinacoteca Diocesana.
Sono opere eccezionali provenienti dai tesori Vaticani, pitture e sculture conservate negli scrigni dei musei diocesani d’Italia, quelle davanti alle quali ci si può incantare percorrendo Tutta Bella; manufatti che, seppure incastonati di gemme preziose, cesellati da mani di orafi sopraffini, scolpiti e dipinti da illustri autori evocano appena l’incommensurabile bellezza della ‘Donna vestita di sole’, della Regina sine labe originali concepta, come è decantata dalle Litanie Lauretane. Ammirare con gli occhi la bellezza umana che, attraverso il cuore, conduce subito al divino, è quanto ispira il percorso espositivo, portando anche noi ad esclamare, insieme a S.Efrem († 373): “Tu soltanto, o Signore, e la tua Madre siete belli sotto ogni aspetto; poiché non vi è in te macchia alcuna, o Signore, né macchia alcuna v’è nella Madre tua”.
Davvero sei Tutta Bella o Madre nostra, Maria!
«La norma della preghiera è la norma della fede». Ci voleva il Vaticano II con la sua Costituzione dogmatica sulla Chiesa, la Lumen Gentium, per codificare la piena appartenenza della Vergine Maria alla Chiesa, di cui è membro eletto e Madre ma la liturgia, cioè la preghiera nella sua espressione più alta e completa, già applicava a Maria immagini e figure bibliche che di per sé parlano della Chiesa. Un esempio per tutte: la Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle (cfr. Apocalisse 12,1) è la Chiesa ma è anche una delle immagini tipiche dell'iconografia mariana. Quasi sempre la vergine Immacolata viene rappresentata con i piedi poggianti su una falce di luna. ed una devota canzoncina del mese di maggio canta: t'incoronano dodici stelle, ai tuoi piè piegan l'ali del vento, della luna s'incurva l'argento, il tuo manto ha il colore del ciel. Dall'intuizione mistica di san Francesco d'Assisi, tutta incentrata sul mistero dell'Incarnazione, alcuni grandi teologi francescani, il più noto è il beato Giovanni Duns Scoto, si fecero promotori della dottrina e della devozione all'Immacolata Concezione di Maria, partendo dal testo biblico di Genesi 3,15: "Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno". Si allarga così la simbologia dell'Immacolata con il serpente schiacciato dal piede della vergine: Maria vincitrice anche sul peccato originale. La più teologicamente esatta di queste rappresentazioni è però la così detta Immacolata dei francescani (anche il beato Pio IX era terziario francescano), che ha in braccio il Bambino Gesù che, con l'asta della croce impugnata come un pastorale, schiaccia la testa al serpente.
Molti altri sono i simboli che accompagnano l'iconografia dell'Immacolata, spesso distribuiti come parte del paesaggio: torre, palazzo, tempio, cipresso, fonte, pozzo, che rimandano a immagini bibliche, ad invocazioni litaniche o ad eventi della storia della salvezza: le rose rosse sono un richiamo alla passione del Redentore, quelle bianche al candore di Maria, la torre è la stirpe di Davide da cui viene il Cristo, l'edificio monumentale il tempio e l'arca che conteneva, anch'essa immagine di Maria, "arca della nuova alleanza". Tutti i simboli, comunque, nascono da un solo punto e su questo si focalizzano: Maria è immacolata, tutta santa, assunta in cielo, madre della Chiesa solo e perché madre di Cristo.