La Missione Diocesana

Lettera pastorale del Vescovo di indizione della Missione diocesana

 Carissimi,

      La pace e la gioia del Signore risorto sia con tutti voi! In questo primo anno di servizio come pastore della Chiesa senigalliese ho avuto modo di incontrare molti di voi nelle parrocchie, nei gruppi ecclesiali, negli ospedali, nelle Case di riposo, nelle scuole. Mi rallegro vivamente con voi e ringrazio il Signore per i tanti doni di fede, di speranza e di carità che ho potuto riscontrare nella nostra comunità diocesana.

      Allo stesso tempo mi rendo conto che non pochi battezzati sono minacciati dall’indifferenza e dal torpore spirituale. Alcuni cristiani sembrano aver dimenticato l’annuncio del Vangelo e smarrito i veri valori e il senso dell’esistenza; per altri la fede rimane una realtà a se stante, che non entra nelle scelte e nei comportamenti della vita quotidiana.

      Anche nella nostra Diocesi si conferma l’urgenza, già fortemente richiamata dal mio predecessore S. E. Mons. Odo Fusi Pecci, di portare avanti una “nuova evangelizzazione” per far giungere a tutti la buona notizia del Vangelo della salvezza.

      In vista del Giubileo dell’anno 2000, che vuol essere un tempo di grazia e di conversione, sentito il Consiglio presbiterale e confortato dall’incoraggiamento di sacerdoti e laici incontrati in diverse occasioni, desidero proporre e indire una grande Missione Diocesana con la finalità di rinvigorire la fede e rinnovare la vita cristiana.

      La missione è un compito imprescindibile che il Risorto ha affidato alla Chiesa. Prima di salire al cielo Gesù ha infatti dato ai discepoli questa consegna: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15). La Chiesa è per definizione missionaria (AG 2): non esiste per se stessa, ma per il mondo. Esiste per evangelizzare (EN 14). Nessun cristiano può sottrarsi a questa responsabilità della missione: ogni discepolo del Risorto ha il compito di portare ai fratelli il Vangelo della salvezza. Il contenuto del Vangelo si può riassumere in un’affermazione centrale: “Dio ti ama, Cristo è venuto per te, per te Cristo è Via, Verità, Vita” (Cfl 34).

      Per renderci in grado di svolgere la missione ci è stato dato lo Spirito Santo. Lo Spirito è il dono che il Signore risorto ha fatto alla Chiesa: l’abbiamo ricevuto soprattutto nel Battesimo e nella Cresima. E’ il dono che impegna tutti i cristiani ad essere testimoni, cioè missionari: “Avrete forza dallo Spirito Santo, che scenderà su di voi, e sarete miei testimoni” (Atti 1,8).

      L’urgenza della missione deriva anche dal fatto che essa costituisce il primo servizio che la comunità cristiana può rendere a ciascun uomo: “l’annuncio del Vangelo è il primo e fondamentale atto di carità verso l’uomo” (CEI, Evangelizzazione e testimonianza della carità, 1). La missione è una questione di fede e di amore. Se si crede nel Signore Gesù, se si ama lui e i fratelli, non si può non sentire il bisogno di portare agli altri il Vangelo che salva, il Vangelo che fa rifiorire la speranza e riaccende la carità.

      Peraltro, come afferma il Papa nell’enciclica sul mandato missionario, “la fede si rafforza donandola” (RM 2). Nessuno può supporre di conservare e accrescere la propria fede senza comunicare questo dono agli altri.

      La Missione Diocesana che propongo è un evento che investe la responsabilità di tutta la comunità cristiana. Tutta la Chiesa senigalliese, e in essa ogni Parrocchia e ogni realtà ecclesiale, è convocata per porsi in stato di missione. L’obiettivo finale è quello di rendere la comunità cristiana missionaria in modo permanente.

      A differenza delle pur valide missioni tradizionali, che nel passato venivano svolte da predicatori “specialisti” venuti dall’esterno, la nostra Missione Diocesana sarà svolta dagli stessi cristiani che appartengono a questa Chiesa particolare e sarà rivolta alle persone che abitano nello stesso territorio. Sarà una missione del popolo al popolo: non solo alcune persone, bensì ogni fedele e tutta la comunità parrocchiale sono chiamati a farsi missionari nel proprio territorio.

      Il “percorso” della Missione Diocesana sarà definito tenendo conto dei suggerimenti e delle proposte che, in spirito di partecipazione e corresponsabilità e con il coordinamento di un’apposita commissione, vorranno offrire gli operatori pastorali.

      Dopo un adeguato periodo di preparazione dei “missionari” attraverso una serie di incontri formativi, si procederà allo svolgimento della missione che consisterà fondamentalmente nella visita, fatta con la massima semplicità, alle famiglie; le famiglie saranno poi invitate a ritrovarsi nei “centri di ascolto” per confrontarsi con la parola di Dio; contemporaneamente si attueranno in Parrocchia alcune iniziative soprattutto a carattere liturgico e caritativo. Sarà necessario riservare una particolare attenzione ai giovani, perché, pur coinvolti nei momenti comuni della missione, abbiano la possibilità di esprimersi in iniziative e “segni” adatti alle loro esigenze.

      La Missione Diocesana offrirà l’occasione alle parrocchie vicine di aiutarsi reciprocamente sia nella formazione dei missionari sia nello svolgimento della stessa missione, realizzando così una concreta forma di collaborazione e di pastorale d’insieme in vista della costituzione di vere e proprie “unità pastorali”.

      A tutti i cristiani che sono consapevoli della loro vocazione e responsabilità ecclesiale rivolgo l’invito a rendersi disponibili, con gioia e generosità, a questo particolare impegno missionario che la nostra Chiesa locale si prepara a vivere e che ci accompagnerà nei prossimi anni.

      A tutti i fedeli, ma specialmente alle claustrali, domando di porsi nel cuore della Missione con la loro costante preghiera. Agli ammalati, agli anziani, a tutti coloro che fanno esperienza della croce, chiedo di offrire la loro sofferenza per la buona riuscita di questa impresa apostolica, con la quale intendiamo varcare la soglia del terzo millennio.

      Lo Spirito Santo è la fonte e la radice di questo speciale compito che affido a tutte le componenti della nostra Chiesa particolare. Non dobbiamo spaventarci per la nostra povertà e per i nostri limiti. Non siamo soli: “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza” (Rm 8,26). Egli non solo ci accompagna, ci guida e ci sostiene nel cammino della missione, ma anche ed anzitutto ci precede predisponendo dal di dentro ogni persona ad accogliere Cristo e il suo Vangelo.

      A Maria, donna docile alla voce dello Spirito, madre della speranza, affidiamo con fiducia la missione della nostra Chiesa.

      Vi benedico di cuore.

 

 Giuseppe Orlandoni

Vescovo

 

 

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