Siamo entrati nell’anno giubilare, che è anno di grazia, tempo di
gioia, momento forte della Missione Diocesana.
Desidero anzitutto rinnovarvi il mio più sentito ringraziamento per
quanto avete già fatto per la Missione. So che avete anche sperimentato quanto
dice San Paolo: “Per me la ricompensa è
poter predicare il Vangelo” (cf. 1 Cor 9,18). La gioia sta proprio in
questo: nella consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante per il
Signore. Ho ascoltato diversi di
voi, di altri mi hanno parlato i parroci: dopo l’iniziale trepidazione è
scaturita la gioia di una esperienza significativa.
E allora, con questa nuova consapevolezza, rimettiamoci in cammino, senza
soffermarci a calcolare quanto abbiamo realizzato. Preoccupiamoci solo di
seminare e di dare la nostra disponibilità.
In diversi Centri di Ascolto
effettuati in Avvento erano presenti alcune persone che normalmente non
frequentano la Chiesa; erano presenti anche persone con situazioni particolari
che hanno fatto sentire il peso della loro sofferenza: in ogni caso si sono
incontrate persone assetate di Dio, per le quali il Centro di Ascolto poteva
essere l’unico contatto con la Chiesa. Questo ci impegna a continuare
l’esperienza intrapresa: del resto questa capillarità della Missione ha
proprio il significato di raggiungere fratelli non altrimenti raggiungibili.
Nella Quaresima ci si ritroverà nei Centri
di Ascolto per 4 volte. Precederà la terza visita alle famiglie.
Penso che già siate a conoscenza dei tempi: negli ultimi giorni di
febbraio 2000 e nella prima decade di marzo si farà la visita alle famiglie;
successivamente, nei giorni feriali
delle prime quattro settimane di Quaresima avranno luogo i quattro incontri nei
Centri di Ascolto.
Come per l’Avvento, si avranno a disposizione alcuni sussidi: il testo
per i missionari animatori e le schede più brevi per i partecipanti agli
incontri.
Per la visita alle famiglie, oltre la lettera del Parroco che invita a
partecipare indicando luoghi, date e orari, ogni parrocchia deciderà se e quale
segno portare. In Diocesi, comunque, è stato preparato un sussidio per la
preghiera quotidiana in famiglia durante la Quaresima: potrebbe essere una buona
idea.
I parroci, invece, durante la benedizione pasquale porteranno un
fascicolo che spiega il Giubileo.
Sappiamo bene, ad ogni modo, che i sussidi da soli non bastano: la
missione trova il suo fondamento nella testimonianza. Per questo vi invito a
donare tempo ed energie alla Missione, nella consapevolezza che tutto ciò è
donato per la Causa del Regno di Dio. Vi invito a parlare di Gesù senza paura,
come di Colui che ha salvato la vostra vita: una esperienza che non può,
quindi, rimanere nascosta.
Vi
invito, inoltre, ad accompagnare il vostro impegno con una intensa preghiera,
sapendo che nessuno può arrivare a Gesù senza l’aiuto determinante della
Grazia divina.
Questo non significa che la nostra parte non conta nulla: la fatica, lo
studio, l’impegno generoso indicano la nostra corrispondenza alla Grazia e il
nostro amore al Signore. Per questo vi chiedo di curare anche la vostra
preparazione, partecipando agli incontri di approfondimento sui temi della
missione che la parrocchia continua ad organizzare.
Vi esorto, infine, a tenere sempre viva la fiducia e la speranza; non
bisogna scoraggiarsi di fronte ai propri limiti; certamente la fatica generosa
di tanti sta lasciando il segno.
Invocando l’intercessione di Maria Santissima, la Vergine della
Visitazione e della Speranza, perché vi sia vicina e vi accompagni nel donare Gesù, l’unico Salvatore del mondo, ieri oggi e sempre (cf. Eb
13,8), vi assicuro la mia preghiera, la mia stima e la mia benedizione.