Introduzione del Vescovo ai Centri di Ascolto (Quaresima 2005) |
Benvenuti,
carissimi, a questo quarto appuntamento dei centri di ascolto.
E’
un appuntamento, questo, di cui il Signore è contento, proprio perché venite
ad ascoltare la sua parola.
Quante
volte la gente si chiede cosa deve fare per camminare nella volontà di Dio.
Ebbene, il punto di partenza è sempre uno: mettersi in ascolto, cercare di
comprendere quello che il Signore ha da dire. E questo viene prima di ogni
attività, prima di ogni impegno.
Questa
sera, in particolare, il Signore vuole proprio dirci i suoi progetti, i suoi
disegni. Infatti nella nostra
meditazione sul Padre nostro,
incontriamo questa frase: Sia fatta la tua volontà.
E’
una espressione che non indica una semplice rassegnazione di fronte ad una
volontà altrui; piuttosto esprime il desiderio che il piano di amore di Dio si
realizzi in noi e nella umanità intera.
La
volontà di Dio è una volontà di amore, persegue un progetto di gioia per
l’uomo.
Dio
vuole solo una cosa: che l’uomo sia felice e comprenda che la sua gioia la può
trovare solo nella obbedienza al
Vangelo.
Fare
la volontà di Dio non è allora un doloroso rinnegarsi, quanto piuttosto
sperimentare tutto l’amore che Dio porta per i suoi figli. I beneficiari della
obbedienza a Dio innanzitutto sono gli uomini.
Stiamo
vivendo questo tempo importante e ricco di significato: la Quaresima. Vi auguro
che sia veramente un tempo per riscoprire la volontà, cioè il progetto che Dio
ha di offrire il suo amore donando Gesù.
E
chiedo che per ciascuno questo sia un tempo di riflessione, di vigilanza, di
preghiera per rispondere all’amore di Dio con una obbedienza decisa: quel
rinnegarsi che ci viene chiesto in realtà è un consegnarsi all’amore, è un
rispondere all’amore. Sta proprio qui la bellezza dell’essere cristiani: è
vivere accogliendo un progetto di salvezza
che si manifesta in uno scambio di amore fra Dio e l’uomo e l’uomo e
Dio.
Chiedo al Signore che vi conceda tanta
disponibilità ad accogliere la sua parola, e di cuore vi benedico.
5-
DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO
Ancora una volta abbiamo occasione di risentirci e di scambiarci un saluto. E’ un dono per me incontrarvi e ne ringrazio il Signore.
Continuiamo la nostra meditazione sul
Padre nostro. Oggi rifletteremo sulla quarta invocazione: dacci oggi il nostro
pane quotidiano. Cosa ci suggerisce questa invocazione? Subito mi vengono in
mente quelle parole del Signore che abbiamo letto nel vangelo della prima
domenica di Quaresima, il vangelo delle tentazioni: Non
di solo pane vive l’uomo.
Con questa invocazione chiediamo il
pane, quale pane? Certo il pane materiale, ciò che ci serve per la vita di ogni
giorno. Chiediamo salute e anche un po’ di benessere, lavoro e serenità. Ma
non dimentichiamo che Gesù ci ha detto che i beni della terra da soli non
bastano, non sono sufficienti per riempire il cuore dell’uomo e per dargli
gioia. Cos’è allora l’altro cibo a cui Gesù si riferisce quando ci ricorda
che all’uomo non possono bastare solo le cose materiali?
In realtà si tratta di un duplice
cibo.
Anzitutto la Parola di Dio. Buia
sarebbe la vita dell’uomo se non fosse rischiarata dalla Parola di Dio, Parola
che è luce, guida, annuncio della bella notizia che Dio ama gli uomini.
Insicuro sarebbe il cammino degli uomini se non ci fosse la chiara
indicazione di quello che Dio desidera. Non per niente Gesù dice: Mio
cibo è fare la volontà di Dio. E’ nella Parola di cui l’anima si nutre
che è possibile sperimentare la paternità di Dio che educa i suoi figli.
Ma poi c’è un altro cibo a cui Gesù
fa riferimento e che noi chiediamo: è l’Eucaristia. In questo anno dedicato
alla SS Eucaristia, non finiremo mai di ricordare quanto ci dice Gesù: La mia carne è vero cibo, il mio sangue è vera bevanda. E’ un cibo
che dà la vita, riempie di vita, conduce alla vita eterna. E’ un cibo che dà
forza e permette di vivere con la stessa forza di Gesù. E’ in questo senso
che Gesù afferma: Chi mangia di me, vive
per me; vive, cioè vive per quella forza che io sono capace di dargli.
Vi auguro di sperimentare la verità
di queste affermazioni.
Nutrirsi della Parola di Dio è aver
chiara la strada da percorrere; nutrirsi con le dovute disposizioni e
assiduamente della Santissima Eucaristia, è avere forza per camminare
speditamente verso il Regno di Dio, anzi è uno sperimentarlo già, fin da ora.
Vi accompagno con la mia benedizione.
6-
RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI
Carissimi,
ancora una volta abbiamo occasione di risentirci in questo appuntamento dei
Centri di ascolto.
Siamo
al penultimo incontro: voglio congratularmi con voi per la perseveranza che
avete manifestato. Del resto è
possibile conoscere il Signore solo se da parte nostra c’è una accoglienza
vera della sua persona e una ricerca assidua del suo insegnamento e della sua
Parola. Ce lo ricorda Gesù stesso quando nel vangelo di Luca ci dice: E’ con la vostra perseveranza che salverete le vostre anime (Lc 21,19).
Questa
sera siamo chiamati ad affrontare un tema impegnativo: quello del perdono. Nella
preghiera del Padre nostro chiediamo
la misericordia di Dio, prendiamo coscienza che solo per la misericordia di Dio
otteniamo pace e salvezza. E’ un dono di cui essere immensamente grati. Ma Gesù
subito ci invita ad essere imitatori del Padre, ci invita a donare il perdono, a
donarlo sempre. Gesù insegna che il Cristiano cerca sempre vie di
riconciliazione, proprio perché la sua vocazione è quella di essere simile a
Dio.
Vi
invito a mettervi in un atteggiamento accogliente riguardo alla Parola di Dio.
E’ un discorso impegnativo e serio quello che farete stasera. Infatti quante
volte i rapporti con il prossimo diventano difficili, quante volte nascono
incomprensioni fra vicini e all’interno delle stesse famiglie. Come risolvere
le tensioni che si creano? Come rispondere a chi si comporta male?
Accade
a volte che fra vicini non ci si parla più; ci si incontra per le scale del
condominio e ci si volta dall’altra parte; dentro casa passano dei giorni i
cui ci si porta rancore e così via. Non sono comportamenti cristiani. Bisogna
sempre cercare la riconciliazione e la pace. Non sempre è facile, non sempre ci
si riesce in un giorno, ma non ci si può mai arrendere. E il motivo lo abbiamo
già compreso: il Signore ci chiede di imitarlo, lui che ha usato misericordia
ed è stato grande nel perdono. Del resto ricordate quanto dice Gesù nel
discorso della montagna: “Voi siate
perfetti come è perfetto il Padre vostro che sta nei cieli”.
Sappiamo
bene che il mondo ha bisogno di pace. Sono tante le guerre, tanti gli omicidi,
sono grandi le lotte fra popoli e nazioni. Ma tutto ha la stessa origine:
l’egoismo, la malvagità, il rifiuto di cercare vie di riconciliazione. Anche
nelle piccole divisioni fra i singoli l’origine è la stessa. E allora, mentre
invochiamo la pace per il mondo intero, è necessario che costruiamo la pace
nelle nostre piccole situazioni di vita. Anche l’impegno per la concordia nel
nostro ambiente è già fare la nostra parte per la pace ed è una preghiera che
chiede a Dio la pace nel mondo intero.
Vi
auguro un buon incontro e vi accompagno con la mia benedizione.