|
Introduzione del Vescovo ai Centri di Ascolto (Avvento 2003) |
||||||||
Carissimi,
benvenuti a questo primo appuntamento dei Centri di Ascolto di questo anno
pastorale. Voglio esprimervi la mia gioia di potervi ancora incontrare in
questo momento di ascolto della Parola di Dio. In
questo anno mediteremo su alcuni brani del libro degli Atti degli
apostoli. La domanda alla quale risponderemo è questa: Chi siamo noi in
quanto Chiesa? Cos’è la Chiesa, da chi ha avuto origine, qual è la sua
missione, qual è la sua vita, in quale modo svolge il suo compito? Nel corso di questi sette incontri
cercheremo di capire cosa significa per noi sentirci ed essere Chiesa. Stasera
ci verrà proposto quel brano, sicuramente conosciuto, in cui si racconta
il dono dello Spirito Santo che Gesù ha fatto agli apostoli riuniti con
Maria. E’ il momento della
nascita ufficiale della Chiesa. Per
noi è occasione di comprendere come lo Spirito non è stato donato una
volta per tutte. Il Padre, per mezzo di Gesù
risorto, continuamente
dona il suo Spirito di Amore, continuamente rigenera la Chiesa, la conduce
alla comprensione della Verità, la sostiene nelle prove, la illumina
nella sua missione di evangelizzazione. E’
proprio la presenza dello Spirito Santo che fa sì che la Chiesa, pur
composta da persone umili e semplici,
non sia una aggregazione semplicemente umana, ma sia tempio di Dio,
corpo di Cristo, famiglia dei figli di Dio, mandata nel mondo a rendere
viva e presente l’opera del Salvatore. E’
proprio lo Spirito che permette di incontrare e conoscere Gesù e di
vivere così una forte esperienza di fede. E’
ancora lo Spirito che permette di comprendere la Parola di Dio, ma anche
di comprendere quanto il Signore vuole dire alla Chiesa e per mezzo della
Chiesa in questo particolare momento della storia. Per
questo lo Spirito di Dio, come dono che supera ogni altro dono, va
continuamente invocato e chiesto: per essere Chiesa, per essere membri
vivi del corpo di Cristo, per essere autentici annunciatori della Buona
Notizia che è il Regno di Dio, per essere capaci di vivere un rapporto
nuovo e buono con Dio, con noi stessi e con i fratelli. Vi auguro di poter sperimentare la consolazione che lo Spirito Santo dona a chi con fiducia lo accoglie e si lascia guidare dalle sue ispirazioni.
2-
La Chiesa, nata dall’annuncio è
inviata ad annunciare Carissimi, è sempre un motivo di gioia potervi incontrare. E’ motivo di consolazione sapervi fedeli a questi appuntamenti di ascolto della Parola di Dio. Nell’incontro
precedente avete meditato come lo Spirito Santo guida la Chiesa, agisce in
lei, le dona le sue consolazioni, la conduce ad una piena comprensione
della persona e dell’opera di Gesù. Stasera
la Parola di Dio ci farà comprendere che lo Spirito santo dona alla
Chiesa una forza interiore, affinché essa non si chiuda ma senta
l’esigenza di far partecipe il mondo intero della sua ricchezza. E’,
infatti, ancora lo Spirito che spinge la Chiesa ad essere missionaria. La
missione della Chiesa trova il suo fondamento nelle stesse parole di Gesù
che l’ha inviata a tutto il mondo per annunciare la morte è
risurrezione del Salvatore e la conseguente necessità di convertirsi.
Come Gesù è venuto portando la Bella Notizia che finalmente era giunto
il Regno di Dio, così la Chiesa ed ogni cristiano, devono portare questo
annuncio al mondo. La Chiesa è debitrice al mondo intero del Vangelo. A
tanti ancora non è arrivato il vangelo. Forse quattro miliardi di persone
non hanno conosciuto Gesù come l’unico Salvatore del mondo. Ma anche là
dove la persona di Gesù è stata proposta tanti vivono come se Cristo non
fosse morto e risorto. Tutto ciò non può lasciarci indifferenti.
Se Cristo è l’unico salvatore del mondo e fuori di Lui non c’è vita
e non c’è salvezza, chi lo ha incontrato non può non sentire la
responsabilità di donarlo. Non
si tratta di un semplice dovere. Chi ha incontrato Gesù ha i suoi stessi
sentimenti, ha il suo stesso desiderio che il fuoco del Vangelo divampi e
raggiunga ogni uomo. Essere missionari, secondo il proprio dono e la
propria capacità, è una esigenza di amore: amore verso il Signore che ci
ha salvati e per noi ha versato il suo sangue, amore verso i fratelli
che senza Gesù non possono dare un senso alla loro vita e non
possono raggiungere la salvezza. Vi auguro che nell’incontro di questa sera possiate maggiormente comprendere la grandezza del dono della fede, ma anche la necessità di comunicare questo dono di immenso valore.
Carissimi,
benvenuti a questo terzo appuntamento dei Centri di ascolto della Parola
di Dio. La fedeltà all’ascolto della Parola è uno dei modi che rendono
viva e vera la Chiesa. La
Parola di Dio che ascolteremo questa sera ci propone un quadretto
interessante della prima comunità Cristina. Ci si dice che i primo
cristiani erano assidui nell’ascolto della Parola di Dio, nella carità,
nella preghiera e nella partecipazione all’Eucaristia. Sono
poche parole che però hanno una grande importanza. Infatti indicano le
caratteristiche della Chiesa, caratteristiche perenni, necessarie,
caratteristiche che la Chiesa non può perdere e che, con l’aiuto
dello Spirito di Dio, non perderà mai. Ma queste caratteristiche le può
perdere il singolo cristiano: e allora diventa un membro atrofizzato,
morto, senza significato. E’
una domanda che dobbiamo porci continuamente: siamo membri vivi della
Chiesa? E la risposta la troviamo confrontandoci con quella prima comunità
cristiana che ci viene descritta dal libro degli atti degli apostoli. L’ascolto
della Parola di Dio e la comunione con i Pastori, una vita di autentica
carità, una preghiera intensa, la partecipazione assidua e con le dovute
disposizioni all’Eucaristia sono quelle vie che ci fanno crescere come
Chiesa. Non
tocca a noi giudicare i fratelli, però non possiamo nasconderci che a
volte comunità cristiane che
vivovo in un determinato luogo siano poco incisive, cioè non siano capaci
di rendere visibile Gesù. Perché tutto questo? Sicuramente manca
quell’assiduità a quei mezzi che il Signore ci ha indicato come
necessari per essere Chiesa viva, sale e luce, trasparenza del Signore Gesù,
morto, risorto, unico salvatore del mondo. Vi
rivolgo ancora il mio augurio perché possiate crescere nell’amore del
Signore, pieni di Lui, così che anche attraverso la vostra testimonianza
il mondo creda e si salvi.
|