INSIEME

" Le cinque giornate di Frontignano"

 

dal 20 al 25 Agosto si è svolto il primo incontro estivo dei partecipanti al corso per i "Ministeri" della nostra diocesi a Frontignano di Ussita (MC)

"Insieme", ecco la parola che meglio qualifica queste giornate: insieme abbiamo vissuto, insieme pregato, insieme mangiato, insieme camminato, insieme emozionati e confrontati, insieme riposati, insieme gioito e perché no, insieme qualche lacrima dal nostro cuore è uscita.

Il primo giorno dopo l’arrivo, siamo rimasti in albergo, la giornata era grigia, e la natura non aveva ancora coinvolto la mente, ricordo solo la mia riflessione sulla lectio "il primato di Pietro" Mt 16, 13-20. alla domanda di Gesù "voi chi dite che io sia?". Pietro risponde con il cuore, "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". Lo Spirito di Dio parlava tramite Pietro.

Allora dico, è quando il nostro cuore parla, che esprime il pensiero di Dio?

Il terzo giorno siamo usciti, immergendoci nella natura, e qui se alzi lo sguardo verso l’alto vedi le cime dei monti così faticose da raggiungere, ma da lassù pensi si possa toccare il cielo e sentirsi vicini al Creatore. Se guardi in basso vedi le vallate laggiù, tanto lontane con i paesini immersi nel bosco così rigoglioso, e tutto questo dà le vertigini a chi non è abituato a tale paesaggio; l’aria leggera e fresca che ti carezza, fa dimenticare la fatica della salita, il silenzio incontaminato dai rumori nostrani, rotto solo dal frusciar del vento, aiuta l’animo ad affiorare in superficie e a parlare al nostro cuore, cullato nella grandezza dello spazio immenso e profondo visto dalle cime dei monti.

"Pace" ecco cosa si raggiunge fermandosi a meditare. Allora il Salmo 104, prende vigore:

"Benedici il Signore, anima mia,

Signore, mio Dio, quanto sei grande!

Rivestito di maestà e di splendore,

avvolto di luce come in un manto.

Tu stendi il cielo come una tenda,

costruisci sulle acque la tua dimora,

fai delle nubi il tuo carro,

cammini sulle ali del vento;

fai dei venti i tuoi messaggeri,

delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.

Hai fondato la terra sulle sue basi,

mai potrà vacillare,……

ed il cielo si apre e tu ti immergi in quell’oceano che avvolge come un manto il nostro cuore, e la preghiera arriva ad affondare la vista nella vertigine dell’amore.

Poi a suggellar queste emozioni, arriva la visita di un arcobaleno, dopo una pioggia leggera, un arcobaleno talmente basso che quasi si fa toccare e ti sorride confermando la tua gioia piena di pace.

Ci si immerge poi nel bosco, coperti, quasi protetti dagli alberi, dove senti la frescura arrivarti addosso e ti dà la sensazione della purezza; gli spazi allargati che vedevi dalle cime, e quasi ti spaventavano, qui si restringono e ti senti protetto, lo scorrere leggero dell’acqua di una piccola sorgente aiuta a pacificare il cuore, in questo abbraccio così protettivo di questo ambiente amico, esce la preghiera "del buon Pastore" salmo 23:

Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla;

su pascoli erbosi mi fa riposare,

ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, …….

Allora nel camminar tranquillo del sottobosco un cuore si apre a se stesso per confidar, come acqua purificatrice i suoi affanni ad un amico, si perché ora siamo amici. Come è dolce e grande la sensazione che dà questa parola, "amico".

Dopo tanto vagabondar, per cime e per boschi, ci fermiamo in una radura assolata, in cui un ciuffo d’alberi dà ombra e frescura, ci sono delle panche con tavoli, li sostiamo; la fatica si fa sentire, siamo al quarto giorno e le nostre gambe chiedono ristoro, la mente no, essa apprezza i voli d’aquila e cimentar si vuole ad altezze sempre più alte. Così si fa la lectio sulla "Tenerezza del Padre", con Osea 11, 1-4;

"Quando Israele era giovinetto io l’ho amato, ……

ero per loro

come chi solleva un bimbo alla sua guancia;

mi chinavo su di lui

per dargli da mangiare". ……

Ecco che il cuore si intenerisce, si capisce cosa vuol dire "Padre", cosa il suo amore per noi, allora delle lacrime rigano il volto e la pace inonda il cuore.

Ora il salmo 84 esplode sulle nostre labbra a cantar la nostra gioia:

Quanto sono amabili le tue dimore,

Signore degli eserciti!

L’anima mia languisce

e brama gli atri del Signore.

Il mio cuore e la mia carne

Esultano nel Dio vivente. …….

Siamo all’ultimo giorno, un certo nervosismo prende campo, si pensa ai giorni trascorsi, alla bellezza del luogo, alla città che ci aspetta, e la paura di perdere la pace e la tranquillità si fa sentire, anche se ancor leggermente. Ma la realtà è il luogo dove viviamo, le oasi servono solo per ristorarsi, poi bisogna mettersi in cammino, non ci si può fermare li. Anche il nostro cuore spinge per ritornare, dobbiamo distribuire il pane che abbiamo, lo dobbiamo condividere con gli altri, allora anche se con nostalgia ci prepariamo a lasciare il piccolo paradiso di questi giorni.

Ritorniamo al ciuffo d’alberi con panche, ora è solo la mente che vuol lavorare, naturalmente il cuore apre i suoi tesori, affrontiamo una lectio su Gesù, "Cristo pane di vita", Gv 6, 1-69.

Lui è il nostro pane e il nostro vino, e della sua carne e del suo sangue dobbiamo cibarci. Come è difficile comprendere tutto ciò! Ma le sue parole sono "Spirito e Vita".

Il salmo 40 scioglie la nostra preghiera:

Ho sperato: ho sperato nel Signore

Ed egli su di me si è chinato,

ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto dalla fossa della morte, …….

Sacrificio ed offerta non gradisci,

gli orecchi mi hai aperto.

Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.

Allora ho detto: "Ecco, io vengo.

Sul rotolo del libro di me è scritto,

chi io faccia il tuo volere.

Mio Dio, questo io desidero,

la tua legge è nel profondo del mio cuore". …….

Coraggio ritorniamo a casa.

Saluto tutti quelli che non sono potuti venire, speriamo per l’anno prossimo, noi un piccolo seme l’abbiamo piantato, (il seme dello stare "Insieme"), ora piano piano crescerà e maturerà.

Ciao! Un abbraccio particolare e fortissimo a Giacomo, Francesco, Federico.

 

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M. F.